Diarrea del viaggiatore – come prevenirla

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Finalmente in viaggio, il viaggio dei vostri sogni, lo stavate aspettando da mesi.

Tutto inizia per il verso giusto ma poi ad un certo punto sentite che qualcosa non va, un leggero disagio che ben presto si trasforma in qualcosa di più di un semplice fastidio, e in breve tempo vi trovate costretti a passare la vostra vacanza in bagno o a letto, per colpa di una fortissima diarrea. È tutt’altro che piacevole!

 

 

Eppure basta pensarci con un pò di anticipo per stare più tranquilli e potersi godere le ferie senza brutte sorprese!

Quando si è in viaggio il corpo è soggetto a frequenti sbalzi di temperatura, deve costantemente abituarsi ad alimenti nuovi e non sempre genuini che possono alterare la flora batterica intestinale.

Inoltre spossatezza e difese immunitarie basse possono innescare un circolo vizioso che rende più facile la diffusione di determinati batteri.

Quali sono le zone a maggior rischio?

Le zone a maggior rischio sono il Sud-Est asiatico, l’India, il Bangladesh ed alcuni paesi dell’Africa e dell’America Centrale, in particolare il Messico; la sindrome è particolarmente frequente anche in Nord Africa.

Come si manifesta e quali sono i sintomi più comuni della diarrea del viaggiatore?

La diarrea del viaggiatore si manifesta nella maggior parte dei casi durante il viaggio e in alcuni casi immediatamente dopo il rientro.

Può durare da quattro giorni  a circa una settimana ed è caratterizzata da almeno tre scariche giornaliere, ma a volte anche di più e può essere accompagnata da: stanchezza; crampi addominali; malessere generale; nausea; vomito. Nei casi più gravi anche da febbre

Come prevenirla?

Innanzitutto cercando di rispettare le 5 regole d’oro e rimettendo in sesto la nostra flora batterica intestinale in modo da renderla più resistente anche a batteri a cui non siamo abituati.

 

 

LE 5 REGOLE D’ORO PER EVITARE LA DIARREA DEL VIAGGIATORE

1) Evitare gli alimenti crudi tra cui pesce,carne, verdura

I cibi crudi sono sicuramente tra i principali vettori di contagio per la diarrea del viaggiatore. I cibi ben cucinati e conservati solitamente sono sicuri.

2) Evitare la frutta già sbucciata

Per evitare contaminazioni alimentari, scegliete sempre frutta con la buccia, evitate quindi  le macedonie presenti nei buffet turistici degli alberghi.

3) Bere acqua solo da bottiglie chiuse ed evitare il ghiaccio

È bene consumare acqua o bevande solo da bottiglie originali e sigillate, per essere certi che non siano state aperte da tempo o, peggio, diluite con acqua non potabile.

Sarebbe opportuno usare acqua potabile o in bottiglietta anche per lavarsi i denti.

Certo, se siamo in una zona dal clima caldo tropicali una bibita ghiacciata rappresenta sicuramente una tentazione, tuttavia sarebbe bene evitare l‘aggiunta di ghiaccio nelle bevande: non è infatti possibile sapere con quale acqua siano stati prodotti i ghiaccioli; inoltre consumare bevande ghiacciate non è certo un toccasana per l’equilibrio dell’intestino.

4) Lavarsi le mani

Ricordatevi sempre di lavarvi le mani, in particolare dopo aver utilizzato il bagno e prima di mangiare e toccare alimenti. Un’accurata igiene personale è la prima forma di prevenzione.

Tutte queste indicazioni sono fondamentali ma il vero punto forte è il 5°

5 ) Protocollo preventivo e di sostegno a base di fermenti e fitocomplessi

Con i suoi 300 mq di estensione l’intestino rappresenta il fronte immunitario più importante, contenendo circa l’80% delle cellule immunitarie dell’organismo. La flora batterica benefica agisce come barriera difensiva, creando un ambiente inospitale agli agenti patogeni, modificando il pH intestinale e riducendo i substrati che favoriscono la proliferazione dei ceppi patogeni.

Per questo motivo almeno un paio di settimane prima della partenza, meglio ancora, se possibile 3 settimane prima, è importante seguire un protocollo preventivo, riequilibrante e drenante.

Il protocollo consiste nel: 

Sostenere l’equilibrio della flora batterica intestinale in modo da favorire il buon funzionamento delle “barriere naturali” del nostro organismo.  Tramite i fermenti si va a “colonizzare” l’intestino con microorganismi benefici, i quali andranno a competere con i potenziali batteri dannosi.

Ma attenzione i fermenti non sono tutti uguali!

Inoltre è necessario sostenere l’intestino con fitocomplessi a potere sfiammante e drenante.

L’ideale è rivolgersi ad un Naturopata per avere un protocollo personalizzato e individuale.

La naturopatia opera nell’ambito fisiologico e predisposizionale e non in ambito patologico, tuttavia può risultare indirettamente terapeutica perchè, attraverso interventi di drenaggio e di riequilibrio di terreno, può favorire il miglioramento di eventuali disturbi e disfunzioni.

Il programma non è possibile descriverlo in poche righe, non è possibile generalizzarlo perché è del tutto personale e può presentare innumerevoli varianti.

L’incontro/consulenza dura circa un ora e mezza e consiste nella raccolta dei dati (anamnesi) al fine di valutare lo stato energetico di benessere globale, le predisposizioni individuali e il terreno. In questo modo è possibile scegliere il protocollo “calzato” sulla persona.

 

 

 

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